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12 ottobre 2009

L''Associazione Fronte Identitario diventa regionale e lancia il proprio sito e le prime iniziative

 

 

Nella giornata di oggi, l'Associazione "Fronte Identitario" ha deciso di promuovere il proprio progetto su tutto il territorio regionale sviluppando iniziative e ramificandosi su tutta la Sardegna per diventare un chiaro punto di riferimento per tutta la Destra Sociale e Identitaria dell'isola.

I referenti regionali dell'Associazione saranno Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani, Organizzazione Giovanile prima di An e oggi della fase costituente del Pdl e Manolo Mureddu, promotore per anni della Destra Sociale nel Sulcis.

"Il Fronte Identitario, da Associazione del territorio cagliaritano si trasforma in movimento aperto, capaciedi interagire nell'area politica del Pdl, suo chiaro riferimento istituzionale, ma anche con altre realtà nazionali come Casa Pound Italia e Il Popolo di Roma, tutte realtà militanti che si basano sul concetto identitario e sociale della Destra Italiana, senza mai dimenticare le radici storiche e culturali della Destra Nazionale", affermano nella nota Simone Spiga e Manolo Mureddu.

"Saremo la spina nel fianco dell'immobilismo melmoso del politicamente corretto e sapremo rappresentare le istanze più forti della sardità e dell'identitarismo militante, cercheremo di interpretare il volere del popolo ormai stufo della contrapposizione (berlusconiani-antiberlusconiani)", prosegue la nota dei due esponenti.

"Collaboreremo con realtà gia presenti e radicate in Sardegna, come l'Associazione Ambientalista Fare Verde e il Comitato www.acquesociali.tk, per questo preannunciamo il lancio del tesseramento per l'Associazione Fronte Identitario e l'avvio di una protesta politica molto forte contro la Provincia di Carbonia - Iglesias e contro il tentativo dell'Udc di giocare su livelli istituzionali diversi nei vari territori della Sardegna", incalza Simone Spiga.

"Tutto questo è www.fronteidentitario.tk, saremo presenti con varie iniziative a partire dai prossimi giorni, sui principali temi della politica regionale e nazionale, l'Associazione si colloca nell'area politica del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rappresentati in Sardegna dall'On. Bruno Murgia e saremo disponibili a collaborare con chiunque porterà le nostre istanze nelle Istituzioni, infatti nella giornata di oggi abbiamo ricevuto una proposta di collaborazione dell'On. Giorgio Locci che si è messo a disposizione dell'Associazione per presentare istanze popolari e promuovere iniziative comuni", concludono Simone Spiga e Manolo Mureddu.

 

15 febbraio 2008

Nuoro: tutti condannati per la bomba contro la sede di An

Colpevoli. Sia per il fallito attentato alla sede di An del 21 marzo di due anni fa sia per aver fatto parte di un'associazione sovversiva, di cui sarebbero stati però dei semplici affiliati e non anche i promotori e organizzatori. Questa la sentenza emessa ieri pomeriggio a carico di Ivano Ignazio Fadda, Paolo Anela e Antonella Lai dalla Corte d'Assise di Nuoro presieduta da Francesco Verderese. Un verdetto arrivato dopo due giorni di camera di consiglio che accoglie solo parzialmente l'impostazione del pm della Dda di Cagliari Paolo De Angelis. I giudici hanno infatti condannato gli imputati per il secondo comma dell'articolo 270 bis, che appunto punisce i partecipanti a un gruppo terroristico in modo molto meno pesante rispetto alla pena riservata ai leader. Ad Anela e Fadda sono stati così inflitti 4 anni di reclusione (mentre il magistrato inquirente ne aveva chiesti 18 per il primo e 15 per il secondo). Ancora meglio è andata ad Antonella Lai che dovrà scontare 3 anni e mezzo (il pm ne aveva sollecitato 14). Tutti e tre sono stati inoltre interdetti per cinque anni dai pubblici uffici.
LA VICENDA Fadda, Anela e la Lai, tutti di Nuoro, vengono arrestati a nove giorni dal ritrovamento dell'ordigno inesploso davanti alla sede elettorale del deputato di An Bruno Murgia, in Corso Garibaldi. Da subito vengono ritenuti responsabili non solo del fallito attentato ma anche della costituzione dei Nuclei proletari combattenti, una nuova sigla che - come spiegherà il pm Paolo De Angelis durante la sua requisitoria fiume - mirava ad unificare le varie anime dell'eversione sarda. Inizialmente gli inquirenti fanno però un errore piuttosto clamoroso: attribuiscono ai tre indagati anche la rivendicazione del sedicente Comitato Liberazione Sardegna, un cd fatto ritrovare in piazza Satta il giorno dopo la scoperta dell'ordigno, che in realtà è opera di un ragazzino nuorese che giocava a fare il rivoluzionario per conquistare le sue compagne di scuola.
LE ACCUSE Nonostante la topica l'impianto accusatorio resta comunque saldamente in piedi. I pilastri sono le intercettazioni ambientali e telefoniche che vengono incrociate con i rilevamenti sugli spostamenti degli imputati eseguiti attraverso il Gps. Da mesi infatti sull'Alfa 164 di Ivano Fadda, che è indagato in un'altra inchiesta sull'eversione sarda, è stata piazzata una microspia che oltre a captare i colloqui all'interno dell'abitacolo è dotata di un sistema satellitare che segnala la posizione dell'auto minuto per minuto. Attraverso l'analisi di questi dati la Dda di Cagliari e la Digos di Nuoro si convincono del fatto che la sera del 21 marzo, dopo aver compiuto diversi giri perlustrativi, Anela e Fadda recuperano l'ordigno e lo vanno a piazzare davanti alla vetrata dell'ufficio elettorale di Murgia, tra l'una e 10 e l'una e 24 del mattino. «Verbi come andare, piazzare, accendere, bisogna cercare di pedalare - sosterrà il pm durante la sua requisitoria - indicano chiaramente le diverse fasi dell'azione: quelle preparatorie, di recupero dell'ordigno, esecutorie e di fuga». A chiudere il cerchio arrivano poi i volantini (mai diffusi pubblicamente) in cui i neonati Nuclei proletari combattenti si assumono la paternità del blitz. Gli uomini della Digos li recuperano infatti nei pressi del cimitero di Nuoro il 24 marzo, più o meno nello stesso punto in cui l'auto di Fadda si ferma sia la mattina che la sera del 21 marzo. A redarli - è la tesi dell'accusa - sono stati proprio Fadda e la Lai che in un'intercettazione del 16 marzo parlano dello spazio da lasciare tra due parole di un documento e di qualcosa da posizionare al centro dello stesso, con Fadda che dice «le iniziali così enne - ta - ta e poi anche per esteso». «È evidente che parlavano della stella a cinque punte e della sigla Npc effettivamente presenti sul volantino trovato vicino al cimitero», spiegherà De Angelis al processo.
LA DIFESA Una ricostruzione duramente contestata in aula dagli avvocati della difesa: Elias Vacca (per la Lai), Giuseppe Floris e Basilio Brodu (per Anela), Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro (per Fadda), tutti concordi nell'etichettare l'inchiesta della Dda di Cagliari come «un teorema basato su congetture e nessuna prova», una «formidabile muraglia cinese costruita con dei sassolini» che si regge su «brandelli di colloqui» quando non su «singole parole prese qua e là» utilizzati per «tentare di suffragare una tesi precostituita». Ora la battaglia si sposta in appello.


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25 luglio 2007

MURGIA (AN) : INCENDI NUORO, SUBITO STATO DI CALAMITA NATURALE

"Rattrista e commuove vedere i volti dei pastori e degli allevatori piangere per i danni subiti dalle loro aziende a causa degli incendi che ieri hanno colpito il nuorese. Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza ".

Lo scrive in una nota alla stampa il deputato di Alleanza Nazionale Bruno Murgia che chiede alla Regione di proclamare subito lo stato di calamità naturale per le zone colpite.
" L'incendio di ieri rappresenta un vero e proprio disastro per il sistema economico e sociale del nostro territorio - continua il deputato di Alleanza Nazionale - pur abituati a rimboccarsi le maniche difficilmente gli allevatori, gli agricoltori e le famiglie colpite riuscirebbero a rialzarsi senza il sostegno, in questo momento fondamentale ed indispensabile, dello Stato e della Regione.
Chiedo che la Regione proclami subito lo stato di calamità , che vengano immediatamente stimati i danni e siano avviate nel piu breve tempo possibile tutte le procedure per l'indennizzo per coloro che hanno subito i danni e che oggi guardano con amarezza e preoccupazione al futuro loro, delle loro famiglie e delle loro attività ".
 
On. Bruno Murgia


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25 giugno 2007

MURGIA (AN) : MINISTRO FERRERO, IL SESSANTOTTO E' FINITO. DROGARSI NON E' UN DIRITTO

" Il governo si prepara, con il decreto Ferrero che sarà presentato nei prossimi giorni in consiglio dei ministri, a depenalizzare il consumo di droghe e ad un ritorno alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Si vorrebbe annientare tutti gli effetti positivi della legge Fini - Giovanardi ". Lo afferma in una nota il deputato di An Bruno Murgia che indirizza dure critiche nei confronti del ministro Ferrero.
" La legge Fini - Giovanardi ha rappresentato un messaggio forte rivolto ai giovani e alle famiglie italiane: drogarsi è sbagliato, drogarsi non è un diritto, la droga è un danno per chi ne fa uso e per tutta la società.
Con la riforma che si vorrebbe attuare passerebbe altro tipo di messaggio ossia che in fondo drogarsi tanto male poi non fa, che il diritto di ciascuno di fare uso di stupefacenti va salvaguardato e difeso.
La sinistra al governo deve capire che il sessantotto è finito e che oggi l'Italia ha bisogno di una lotta decisa contro tutte le droghe.
Deve essere chiaro a tutti che drogarsi non è un diritto ma una autentica piaga sociale da sradicare "
 
On. Bruno Murgia, deputato Alleanza Nazionale


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8 giugno 2007

MURGIA: OMICIDIO BARBARA CICIONI, TEST DEL DNA SUL FETO E' OFFENSIVO E NON E' UN'ATTENUANTE PER IL MARITO

 

Interrogazione dell’On. Murgia al Governo che chiede se sia stata realmente necessaria ed opportuna la richiesta del PM di eseguire il test del DNA sul feto della donna uccisa.

"Eseguire il test del DNA sul feto di Barbara Cicioni, uccisa a Perugia dal marito, non credo sia eticamente corretto: sono convinto, anzi, che offenda la sua memoria e che non sia un gesto che rispetti il dolore dei suoi familiari".
Così l’On. Bruno Murgia commenta la presentazione dell’atto di sindacato ispettivo al Ministro della Giustizia.
"L’esame richiesto dal PM Antonella Duchini, - commenta Murgia - che dovrebbe tenersi lunedì prossimo, sembrerebbe teso ad individuare nuovi elementi per far luce sulle cause scatenati del delitto ma non credo si possa giungere a un grande risultato agendo in questo modo: sicuramente il test potrà accertare la paternità del feto in grembo alla povera donna uccisa ma sono certo che ciò non costituirà un’attenuante per il suo assassino che ha solo commesso un barbaro delitto per il quale andrà debitamente punito".
"Credo che, nel corso del processo, questo esame risulterà del tutto inutile, sia per l’accusa che per la difesa. Pertanto, ho chiesto al Ministro della Giustizia se intenda verificare l’opportunità della decisione presa dal magistrato Duchini che chiedendo questo esame ha offeso la memoria di una donna che ha perso tragicamente la vita".

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