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29 agosto 2009

650.000 volte grazie

 

Tratto da Simone Spiga Blog

del 2005 quando decisi di aprire il blog che nelle mie prime intenzioni doveva essere una vetrina del lavoro di anni di militanza politica in Sardegna, ma che poi con il passare del tempo si è trasformato in uno strumento di controinformazione rispetto al pensiero dominante, anche quello del moderatismo di destra.

Il politicamente scorretto è diventato il linguaggio di questo blog e oggi con oltre 650.000 visite posso ritenermi soddisfatto dei risultati raggiunti, uno dei primi blog di destra in Italia, libero dalle catene partitiche ha voluto rappresentare un luogo di confronto tra opinioni diverse, sempre nel rispetto delle parti e quasi mai improntato allo scontro ideologico.

Con questo strumento si è voluto affrontare tematiche internazionali, superando il pericoloso scontro fra civiltà, ma cercando la comprensione e la difesa delle identità di tutto, salvaguardando l’autodeterminazione dei popoli.

In politica interna ho voluto alzare spesso il livello dello scontro con amici e nemici, sapendo che la critica sarà sempre osteggiata dai potenti.

Un grazie ancora a tutti!


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permalink | inviato da perlavita il 29/8/2009 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 giugno 2008

Bagnasco contro l'efficientismo

GENOVA - Il criterio per giudicare l'uomo e la vita non può essere l'efficienza, anzi occorre dare "un'anima al progresso e all'economia". Lo ha affermato l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco che, stamani, nella cattedrale di San Lorenzo di Genova ha celebrato la Messa conclusiva del convegno internazionale 'Fari di fede e di civiltà organizzato dall' Opera Don Orione.

"La vita buona - ha detto il cardinale - non risponde ai canoni dell'efficienza, della resa, dell'autonomia, della soddisfazione e tanto meno della bellezza esterna". Il cardinale ha poi sottolineato che "la vita buona risponde alla sua verità solo quando è accompagnata e alimentata dall'amore di che sta intorno". Per Bagnasco "è questo il criterio autentico ed onesto, un criterio impegnativo per tutti e per ciascuno, per la società intera, che sa di dover legiferare su strutture giuste ed idonee, ma sa di non poter legiferare sui sentimenti dell'amore e sul sacrificio personale e gratuito di ciascuno". Quindi, secondo il numero uno dei vescovi, "fuori da questo criterio, la vita malata e debole viene facilmente spezzata, magari con un singhiozzo di apparente pietà".

Occorre dare "un'anima al progresso e all'economia", ha poi aggiunto l'arcivescovo di Genova. "Sembra quasi singolare - ha sottolineato - che anche oggi, all'alba del terzo millennio, in uno stadio di continui progressi tecnologici e scientifici, di avanzamento della coscienza sociale e civile nell'insieme del mondo, si debba parlare di 'servizio alla vita debole'. Sembrerebbe che l'attenzione ai deboli della vita sia ovvia quanto, perlomeno, è proclamata la dignità di ogni persona".

Invece, ha continuato il porporato, "quanto più la linea delle possibilità avanza, tanto più diventa fondamentale dare un' anima al progresso stesso, all' economia ed alle organizzazioni sociali". Citando Benedetto XVI ha poi affermato: "Non è la scienza che redime l'uomo, l'uomo viene redento soltanto tramite l'amore".


"Ogni uomo - ha aggiunto il cardinale - tanto più se è debole e ferito nella vita, cerca l'attenzione dell'amore". Infatti, "più che la malattia, uccide la solitudine e l'indifferenza ed è questa, non altri limiti, che toglie la voglia di reagire e di vivere, e questo vale per i malati e per i sani". Rivolgendosi ai partecipanti al convegno riuniti nella cattedrale di San Lorenzo, l'arcivescovo ha poi portato il proprio personale ringraziamento e quello dell'episcopato italiano "per la vostra presenza e per il servizio ai poveri ed ai deboli della vita".


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permalink | inviato da perlavita il 23/6/2008 alle 1:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 febbraio 2008

IDEALI PER LOTTARE, NON DROGA PER MORIRE! (di Gabriella Carlucci)

 

Tratto da identitario.org


Il Ministro della Salute Livia Turco riferendosi al ragazzo quindicenne morto in classe circa un anno fa a Paderno Dugnano, ha dichiarato “questi fatti non avvengono in un paese dove c’e’ una legge liberalizzatrice, ma in una dove c’e’ la legislazione repressiva nei confronti di chi consuma uno spinello”. Forse il Ministro non sa che reprimere vuol dire intervenire a cose fatte. Mentre le cose che si fanno prima che i fatti avvengano si chiamano prevenzione. Non e’ una questione di vocabolario, ma di civiltà del diritto. Non esiste distinzione tra droga leggera e droga pesante. Il dott. Serpelloni, Direttore dell’Osservatorio Regionale delle dipendenze della Regione Veneto e del Dipartimento delle dipendenze sottolinea semplici dati di fatto:
- la cannabis e’una sostanza tossica e pericolosa per la salute e l’integrità della persona; i suoi effetti negativi sono ampiamente studiati e conosciuti nel mondo scientifico, e non più messi in discussione;
- importanti studi hanno dimostrato che l’aumento della disponibilità e della tolleranza sociale all’uso comporta un maggior ricorso a questa droga da parte delle giovani generazioni;
- il divieto sanzionato a livello sociale di utilizzarla comporta diversificati comportamenti nei giovani (la maggior parte lo recepisce come disincentivante l’uso);
- l’uso di cannabis prelude in oltre il 90% dei casi la possibilità concreta di utilizzo di droghe quali la cocaina e l’eroina;
- la potenziale efficacia su alcuni sintomi disagianti correlati a varie patologie non giustifica minimamente;
- l’uso per finalità edonistiche o ricreative cosi come per tante sostanze che vengono utilizzate come farmaci efficaci;
- quando parliamo di cannabis, si parla di droga artigianale e quindi di un prodotto preparato e confezionato in paesi in cui le minime condizioni igieniche non vengono rispettate.
Il contesto attuale, purtroppo facilita la cultura sostenitrice della droga leggera, se non addirittura trasformando queste persone in icone della trasgressione e della libertà comportamentale. Vogliamo forse dimenticare che oltre 20.000 vittime di incidenti stradali son da mettere in correlazione all’uso contemporaneo di alcool e sostanze stupefacenti?
Benedetto XVI usa parole nette: “…chi si rifugia nei paradisi artificiali della droga, si allontana definitivamente dalla “vera gioia” che invece e’ in chi ama gli altri come insegna il messaggio Evangelico. E’ questa purtroppo, la proposta delle culture che pongono la felicità individuale al posto di Dio, mentalità che trova un suo effetto emblematico nella ricerca del piacere ad ogni costo, nel diffondersi dell’uso di droghe come fuga come rifugio in paradisi artificiali, che si rivelano del tutto illusori..”. Occorre quindi una politica dell’istruzione, della comunicazione e della sensibilizzazione, ovverosia i fini che ci prefiggiamo con la nostra attività di associazione.
La Casa Bianca tempo fa con YouTube, ha diffuso uno spot anti-droga. Il National Drug Control Policy ha nominato questo progetto “Above the Influence”, il cui fine e’ la disincentivazione dell’uso degli stupefacenti tra i giovani. Il portavoce del dipartimento, Rafael Lemaitre ha dichiarato che se questi video convinceranno anche un solo adolescente a non far uso di marijuana, allora l’iniziativa avrà avuto comunque il suo successo. Condivido appieno questo pensiero riassunto peraltro nello slogan del blog di Azione Giovani “No alla droga”: “ideali per lottare, non droga per morire”.


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