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"Noi esponiamo il crocifisso", protesta a Carbonia

 Tratto da L'Unione Sarda

 

Se qualcuno si sente offeso da quello che per duemila anni è stato il simbolo per eccellenza della Cristianità, da oggi a Carbonia avrà meno porte da varcare. Soprattutto meno negozi da visitare, visto che un commerciante ha dato il via, raccogliendo da subito pareri favorevoli e adesioni tra i colleghi, a una vera e propria crociata (il termine calza a pennello) in difesa del Crocifisso che una sentenza della Corte Europea di Strasburgo vieta di esporre nelle scuole di tutta Italia.

 

IL MANIFESTO Ieri mattina Domenico Sirigu, titolare di un'attività commerciale, ha infatti esposto il primo manifesto sulle vetrine del suo negozio di via Catania in cui avvisa i clienti della sua presa di posizione: “Attenzione - si legge infatti - in questo locale esponiamo il Crocifisso”. Poche ma chiare parole per spiegare «che la decisione di cancellare la nostra cultura, la nostra tradizione, la nostra religione non mi trova d'accordo - spiega - ho parlato con alcuni colleghi e ci siamo trovati subito dello stesso parere: noi non ci sentiamo minacciati da questo simbolo, non ne avremmo motivo visto che fa parte delle nostre radici più profonde alle quali non vogliamo rinunciare per nessun motivo. Rispettiamo chi non fa parte della nostra società, rispettiamo la sua cultura ma pretendiamo lo stesso rispetto». Insomma, chi vuole evitare di vedere esposto il Crocifisso dovrà fare a meno di entrare nei locali dove il potere della Corte Europea non arriva. La decisione di esporre i manifesti nelle vetrine è maturata ieri mattina: «Avevo appena sentito alla radio l'ennesimo servizio in cui una persona diceva di avere il diritto di non vedere esposto nei luoghi pubblici il simbolo di una cultura che non le apparteneva - racconta ancora - e allora ho pensato: anche io, come migliaia di altre persone, ho il diritto di pretendere il rispetto della mia cultura. Essere favorevoli all'accoglienza dello straniero, alla sua integrazione nella società non può e non deve significare la rinuncia ai miei valori. Così ho deciso che a mio modo avrei dovuto assolutamente reagire».

LA DISTRIBUZIONE Mi sono recato in tipografia e ho fatto stampare i manifesti che ho già affisso sulle mie vetrine e che ho poi distribuito ai miei colleghi che hanno deciso di aderire all'iniziativa. Il nostro vuole essere un chiaro segnale di dissenso e siamo sicuri che troverà concordi molti cittadini. Questa sarà la prima iniziativa ma non ne escludo delle nuove visto che ho intenzione di creare un comitato che raggruppi le persone che la pensano come me. E sono sicuro di trovarne moltissime». Per capire che non si tratta di un eccesso di ottimismo ieri bastava fare un giro per la città: lo stesso manifesto è già comparso in numerosi negozi di via Gramsci e via Fosse Ardeatine e altre zone del centro ma anche nella zona commerciale di via Costituente: negozi di abbigliamento, gioiellerie, mobilifici e altre piccole attività, tutti uniti nella protesta. «Ne ero certo - conclude Domenico Sirigu - e la distribuzione continuerà anche domani presso tutte le attività commerciali che ne faranno richiesta».

Pubblicato il 7/11/2009 alle 10.42 nella rubrica Diario.

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